APR
Statuto
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TITOLO 1

DENOMINAZIONE - SEDE - OGGETTO

Art. 1

1.1. E’ costituita l’Associazione Pistoiese per la Riabilitazione, quale organizzazione non lucrativa di utilità sociale (O.N.L.U.S.) ai sensi del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, e di promozione sociale ai sensi della L. 7 dicembre 2000 n. 383.

1.2. L’Associazione ha sede in Pistoia, Via San Biagio n. 102.

1.3. L’Associazione è retta dal presente statuto e dalle vigenti norme di legge in materia.

Art. 2

2.1. L’Associazione agisce nello spirito del volontariato, non ha scopi di lucro e persegue unicamente finalità di utilità e promozione sociale.

2.2. In particolare, l’Associazione – che deve usare nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico la locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” ovvero l’acronimo “ONLUS” – è costituita allo scopo di svolgere attività di assistenza e promozione sanitaria, socio sanitaria e sociale, finalizzate a:
• favorire il pieno sviluppo, anche nella dimensione spirituale, culturale e sociale, delle persone disabili, prestando sostegno a costoro e alle loro famiglie, intese come luogo primario dell’intervento riabilitativo;
• accrescere all’interno della società la consapevolezza del valore e della dignità della persona umana, specialmente se disabile;
• promuovere l’affermazione di un sistema assistenziale fondato sulla centralità della dignità di ogni singola persona umana, senza alcun riguardo al tipo e al grado di disabilità fisica o mentale della stessa;
• operare affinché nella comunità civile si affermi un criterio di guarigione della persona centrato sul valore essenziale e non negoziabile della stessa, della sua dignità, della sua specifica ricchezza, e della sua accoglienza senza riserve, respingendo ogni criterio fondato invece sulla valutazione della persona secondo parametri di efficienza e di produttività che tenda ad evidenziarne limiti e difetti psico-fisici.

2.3. Nel perseguimento di tali finalità, l’Associazione si propone di:

a) stimolare e sollecitare gli enti pubblici competenti alla piena ed effettiva applicazione della normativa primaria e secondaria vigente in materia di tutela della disabilità;
b) svolgere attività di assistenza sanitaria e socio-sanitaria;
c) sostenere la famiglia dei soggetti disabili, come nucleo primario dell’intervento riabilitativo;
d) collaborare con altri centri di riabilitazione, in particolare con quelli aventi servizi ambulatoriali e di semi-internato, per iniziative speciali e temporanee a degenza e ad internato;
e) promuovere direttamente o indirettamente la creazione di Centri di riabilitazione, specialmente di tipo ambulatoriale e a degenza diurna, nonché di internato per brevi periodi di riabilitazione intensiva per il recupero delle persone disabili;
f) promuovere la creazione presso i Centri di riabilitazione di scuole specifiche per l’istruzione e la qualificazione professionale delle persone disabili, anche in collaborazione con altre organizzazioni pubbliche e private;
g) promuovere la costituzione di cooperative sociali allo scopo di procurare occasioni di lavoro alle persone disabili;
h) promuovere l’istituzione, presso i Centri di riabilitazione, di laboratori ausili e di ricerca anche in collaborazione con le istituzioni pubbliche, per favorire la conoscenza dei mezzi tecnologici ed informatici, ottimizzandoli e adeguandoli alle esigenze dei disabili;
i) promuovere la formazione di nuovi operatori dei Centri di riabilitazione legati all’Associazione attraverso l’istituzione di una Scuola permanente per il rapporto con le persone disabili;
j) promuovere lo sviluppo di strutture del tipo “casa famiglia” per garantire l’accoglienza di persone disabili rimaste sole in seguito alla morte dei genitori, nonché di strutture di sostegno temporaneo per un tempo variamente prolungato a favore dei disabili con famiglie in difficoltà;
k) cooperare con le associazioni di genitori nate a sostegno di particolari gruppi di persone disabili, quali, ad esempio, quelle affette da sindrome di down e/o autismo;
l) favorire la cooperazione e/o lo scambio di esperienze con associazioni o strutture per disabili, anche internazionali, al fine di promuovere l’affermazione di un comune ideale di solidarietà e la diffusione delle conquiste tecniche, scientifiche e sociali nel campo della disabilità e della riabilitazione;
m) perseguire l’obiettivo della partecipazione effettiva delle persone con disabilità alla programmazione, organizzazione e gestione dei servizi loro destinati.

Art. 3

Nei limiti di quanto previsto in base alla normativa di riferimento di cui all’art. 1 dello statuto, l’Associazione svolge inoltre ogni altra attività e promuove, costituisce e partecipa a ogni altra iniziativa, quale che ne sia la forma anche giuridica, utile al raggiungimento delle finalità e degli scopi indicati all’articolo precedente. Svolge inoltre attività accessorie e strumentali alle finalità di cui sopra. Dette attività sono svolte senza fine di lucro, con assoluto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. Gli utili e gli avanzi di gestione vengono impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse connesse, strumentali ed accessorie, ivi compresa la contribuzione all’incremento del patrimonio della Fondazione “Maria Assunta in cielo” – O.N.L.U.S., costituita su iniziativa dell’Associazione con atto a rogito notaro Chiostrini di Pistoia il 20 luglio 1989.

 

TITOLO II

SOCI - QUOTE SOCIALI- PATRIMONIO DELL'ASSOCIAZIONE

Art. 4

4.1. L’Associazione ha soci ordinari, benemeriti e onorari. L’ammissione a socio è deliberata dal Consiglio Direttivo, a qualunque categoria il socio appartenga. Il Consiglio Direttivo verifica in particolare la sussistenza dei requisiti per l’ammissione, e la coerenza dell’eventuale ammissione con il rispetto del principio fondamentale di cui all’art. 14.2 del presente statuto.

4.2. Sono soci ordinari le persone fisiche che, avendo raggiunto i 18 anni di età e avendo i requisiti per l’appartenenza ad almeno una delle categorie di cui al successivo paragrafo 4.3, ne facciano domanda, questa sia accolta dal Consiglio Direttivo dell’Associazione, e siano in regola con il pagamento della quota annua stabilita dal Consiglio Direttivo.

4.3. Possono presentare domanda per l’ammissione a soci ordinari:
(a) i soggetti disabili assistiti dall’Associazione Pistoiese per la Riabilitazione O.N.L.U.S. non interdetti e non affidati all’amministratore di sostegno, nonché i genitori e i coniugi degli stessi;
(b) i soggetti, diversi dai genitori, che siano familiari conviventi, o soggetti che si prendono continuativamente cura, dei disabili che frequentano i servizi dell’Associazione o degli organismi di assistenza da essa costituiti o controllati;
(c) i dipendenti dell’Associazione o degli organismi da essa costituiti o controllati, purché tali da almeno 3 anni al momento della presentazione della domanda, e nei limiti del 10% di tutti i soci pro-tempore dell’Associazione;
(d) coloro che da almeno 3 anni antecedenti la domanda prestino la loro opera di volontari in maniera continuativa nei servizi dell’Associazione e degli organismi di assistenza da questa costituiti o controllati. Tale continuità deve essere documentata al Consiglio Direttivo dal Responsabile dei volontari incaricato dal Consiglio Direttivo stesso;
(e) coloro che possono dimostrare di essere stati in passato soci dell’Associazione o perché iscritti in elenchi in possesso della stessa, custoditi e controfirmati dal Tesoriere a partire dall’anno 1992 o perché in possesso di tessera di iscrizione, anche se scaduta;

4.4. Spetta al Consiglio Direttivo verificare insindacabilmente il possesso dei requisiti di cui al precedente paragrafo 4.3 a seguito della presentazione della domanda di iscrizione all’Associazione. Non possono in ogni caso far parte dell’Associazione soggetti falliti, interdetti, inabilitati o condannati con sentenza definitiva per reati contro la P.A., nonché per reati puniti con pena edittale superiore a due anni.

4.5. Sono soci benemeriti coloro che versano all’Associazione una quota una tantum, se persone fisiche non inferiore ad Euro 50.000,00; se persone giuridiche, non inferiore ad Euro 100.000,00.

4.6. Sono soci onorari coloro che, a giudizio unanime ed insindacabile del Consiglio Direttivo, abbiano acquistato speciali benemerenze verso l’Associazione o enti da essa derivati, o si siano particolarmente distinti nella vita culturale, economica, politica e sociale per profili attinenti, direttamente o indirettamente, agli scopi dell’Associazione.

4.7. L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario, ma impegna gli aderenti al rispetto del presente statuto e delle risoluzioni prese dagli organi statutari. L’adesione all’Associazione comporta l’impegno a non partecipare ad iniziative incompatibili con gli scopi e l’attività dell’Associazione.

4.8. La permanenza della qualità di socio è collegata al pagamento della quota sociale annua nei tempi e nei modi determinati dal Consiglio Direttivo. In difetto del mancato tempestivo pagamento il socio verrà sollecitato dal Consiglio Direttivo al pagamento della quota che, se non versata entro 60 giorni dal ricevimento del sollecito, determinerà la decadenza del socio pronunciata dal Consiglio Direttivo. I soci non assumono alcuna responsabilità oltre l’importo delle rispettive quote sociali.

4.9. Il Consiglio Direttivo, ravvisandone l’opportunità, può istituire altre categorie di soci e modificare le quote precedentemente stabilite, ferme restando quelle già versate e fermo restando che la modifica non potrà avere effetto se non per l’anno solare successivo a quello in cui è adottata e comunicata ai soci. L’eventuale determinazione consiliare di modifica delle quote dovrà essere comunicata ai soci entro il 30 settembre dell’anno in cui è adottata.

4.10. Ai fini del presente statuto i termini “disabile” e/o “disabilità” si intendono comprensivi delle dizioni Handicap, Handicappati, Persone in situazione di handicap, ecc. così come definite dall’OMS, fatte proprie dal Consiglio d’Europa, integrati e classificati con riferimento all’ICD e come contenute nella ICDH, nonché nelle linee guida, approvate dal Ministero della Sanità (Legge 104/92).

Art. 5

5.1. Il socio che intende recedere deve far pervenire conforme comunicazione scritta al Consiglio Direttivo almeno 3 mesi prima della fine dell’anno solare.

5.2. In caso diverso, la qualità di socio si intende rinnovata per l’anno successivo, fermo restando quanto disposto al precedente paragrafo 4.8, primo comma.

Art. 6

6.1. L’esclusione del socio è disposta dal Consiglio Direttivo. Il socio può essere escluso:
• qualora non risulti in regola con il pagamento della quota sociale;
• qualora il suo comportamento sia giudicato dal Consiglio Direttivo in contrasto con i principi e le finalità dell’Associazione;
• qualora il Consiglio Direttivo accerti che il socio svolge attività in concorrenza con quella dell’Associazione, o che il socio è venuto a trovarsi in una delle situazioni previste dal precedente paragrafo 4.4, seconda parte, o dal paragrafo 4.7 seconda parte;
• qualora il socio non ottemperi alle disposizioni del presente statuto e alle determinazioni degli organi statutari o in qualunque modo arrechi grave danno materiale o morale all’Associazione.

Il socio escluso dal Consiglio direttivo può impugnare la delibera di esclusione entro quindici giorni dalla ricezione della stessa, con ricorso indirizzato al Collegio dei Probiviri, che decide entro quindici giorni. Decorso detto termine senza che il socio di cui sia stata deliberata l’esclusione abbia proposto ricorso, la delibera diviene, a tutti gli effetti, efficace.

6.3. I soci recedenti o esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione non possono ripetere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

Art. 7

7.1. Il patrimonio dell’Associazione è costituito esclusivamente ad ogni effetto di legge
(a) dalle quote annuali versate dai soci;
(b) da contributi ed elargizioni di persone, istituti, associazioni, fondazioni, società o enti pubblici o privati che il Consiglio Direttivo destinerà al patrimonio dell’Associazione;
(c) dai proventi delle iniziative sociali, a favore tanto dei soci che dei non soci, che il Consiglio Direttivo destinerà al patrimonio dell’Associazione. L’Associazione può ricevere donazioni e legati, e succedere.

7.2. Per lo svolgimento delle proprie attività e l’adempimento dei propri scopi statutari l’Associazione provvede con le rendite del proprio patrimonio, con l’impiego del denaro e del ricavato dell’eventuale vendita di beni mobili e titoli, con i proventi delle iniziative sociali che il Consiglio Direttivo non destina a patrimonio dell’Associazione, con i contributi, corrispettivi ed elargizioni di persone, istituti, associazioni, fondazioni, società o enti pubblici e privati che il Consiglio Direttivo non destina a patrimonio dell’Associazione, con l’uso di eventuali altri beni mobili e immobili di proprietà dell’Associazione.

7.3. Finché l’Associazione esiste, i singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, né pretenderne la quota in caso di recesso.

7.4. Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’Associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul patrimonio dell’Associazione come sopra definito.

 

TITOLO III

ORGANI NELL'ASSOCIAZIONE

Art. 8

8.1. Gli organi dell’Associazione sono:

- l’Assemblea;
- il Consiglio Direttivo;
- la Giunta Esecutiva;
- il Presidente;
- il Collegio dei Revisori dei Conti.
- Il Collegio dei Probiviri

8.2. Tutte le cariche hanno durata triennale.

Art. 9

L’Assemblea è composta da tutti i soci di cui all’articolo 4 del presente statuto. L’Assemblea è ordinaria o straordinaria.

Art. 10

10.1. L’Assemblea ordinaria dei soci è convocata almeno una volta l’anno dal Presidente, entro cinque mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale per:

• esaminare e approvare la relazione del Consiglio Direttivo sull’andamento economico e sull’attività complessiva dell’Associazione;
• esaminare e approvare il bilancio consuntivo dell’esercizio sociale precedente e il bilancio preventivo per l’esercizio a venire;
• esaminare e approvare gli eventuali regolamenti attuativi del presente statuto o le modifiche di quelli esistenti, così come proposti dal Consiglio Direttivo;
• nominare, allo scadere delle cariche sociali, i componenti del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti;
• deliberare su tutti gli argomenti riservati alla sua competenza dal presente statuto o sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo.

10.2. L’Assemblea ordinaria potrà altresì essere convocata ogni qualvolta lo deliberi il Consiglio Direttivo o lo richieda almeno un decimo dei soci in regola con il pagamento della quota associativa annuale.

Art. 11

L’Assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni del presente statuto, sul trasferimento della sede dell’Associazione, sull’evenienza di scioglimento della stessa e su ogni altro argomento ad esso attribuito dal codice civile, dalle leggi applicabili all’Associazione o dal presente statuto.

Art. 12

Le convocazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria sono fatte dal Presidente mediante lettera raccomandata spedita a ciascuno dei soci almeno 20 giorni prima di quello fissato per la riunione e contenente l’ordine del giorno, nonché la data, l’ora e il luogo dove si terrà l’Assemblea.
In caso d’urgenza le convocazioni possono essere diramate via fax o e- mail almeno 48 ore prima della data fissata per la riunione.

Art. 13

13.1. In prima convocazione, l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita con la presenza della maggioranza assoluta dei soci aventi diritto al voto e delibera validamente a maggioranza semplice dei voti dei soci presenti.

13.2. In seconda convocazione (che può aver luogo almeno un’ora dopo la prima) l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti aventi diritto al voto e delibera validamente a maggioranza semplice dei voti dei soci presenti.

13.3. In deroga a quanto stabilito dal precedente paragrafo 13.2 le deliberazioni dell’Assemblea straordinaria concernenti le modifiche del presente statuto debbono essere adottate con la presenza della metà + 1 dei soci aventi diritto al voto, e a maggioranza semplice dei presenti.

Art. 14

14.1. Ogni socio dispone di un solo voto. I soci onorari non hanno diritto di voto.

14.2. E’ principio inderogabile dell’Associazione che la maggioranza assoluta dei soci aventi diritto al voto debba essere costituita da soggetti appartenenti alla categoria di cui alla lettera (a) del paragrafo 4.3 del presente statuto, quale che sia poi la quota della loro concreta partecipazione alle assemblee sociali.

14.3. Ogni socio può farsi rappresentare da altro socio anche mediante semplice delega sulla lettera di convocazione. Nessun socio potrà comunque avere più di due deleghe. In tali limiti, anche ai componenti della Giunta Esecutiva e del Consiglio Direttivo è consentito ricevere deleghe.

14.3. L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano. Il Presidente può decidere insindacabilmente che la votazione avvenga per appello nominale o per scrutinio segreto. In ogni caso l’elezione dei membri del Consiglio Direttivo e dei Revisori dei Conti viene fatta a scrutinio segreto.

14.4. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o dal Vice- Presidente, in caso di loro impedimento dal membro più anziano in età del Consiglio Direttivo. Il Segretario dell’Associazione ha il compito di redigere il verbale della stessa.

14.5.- Le delibere assembleari devono essere trascritte in apposito libro dei verbali e recare la firma congiunta del Presidente e del Segretario dell’Assemblea.

Art. 15

15.1. Quando all’ordine del giorno vi sia l’elezione dei membri del Consiglio, dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri, il Presidente, all’apertura dei lavori e prima di iniziare ogni discussione, invita l’Assemblea a nominare il collegio elettorale composto da un presidente e tre scrutatori.

15.2. Il presidente del Collegio Elettorale cura la distribuzione e la raccolta delle schede, ne dirige lo spoglio e redige un verbale con l’indicazione dell’andamento delle operazioni elettorali e la graduatoria di tutti coloro che hanno ottenuto voti. A elezioni ultimate il Presidente dell’Associazione dà lettura del verbale, procede all’insediamento dei nuovi eletti e fissa, in accordo con questi, la data della prima riunione per l’assegnazione delle cariche sociali. In caso di mancata accettazione da parte di uno o più consiglieri o revisori eletti, subentrano coloro che seguono nella graduatoria di cui al verbale precitato.
Prima di dichiarare chiusa l’Assemblea, il Presidente procede alla distruzione delle schede elettorali ed acquisisce agli atti il verbale redatto dal collegio elettorale.

15.2-bis. I membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e del Collegio dei probiviri sono eletti sulla base di candidature individuali. Ciascun elettore può esprimere un numero di preferenze non superiore ai due terzi dei membri da eleggere.

Art. 16

16.1. Il Consiglio Direttivo è composto da 15 membri, eletti dall’Assemblea per 3 anni. Deve essere comunque garantito che la maggioranza dei componenti del Consiglio sia composta da soci appartenenti alla categoria sub (a) del precedente paragrafo 4.3.

16.2. Al Consiglio Direttivo spettano i poteri di indirizzo strategico e di propulsione dell’attività sociale. In particolare, spettano al Consiglio, oltre a quanto esplicitamente previsto nel presente statuto:

a) le determinazioni di promuovere, anche su proposta della Giunta Esecutiva, le attività, gli organismi, i Centri, le strutture di cui alle lettere e), f), g), h), i), j), dell’art. 2 del presente Statuto;
b) l’approvazione, ai fini della sottoposizione dell’Assemblea, dei progetti di bilancio consuntivo e preventivo annuali predisposti dalla Giunta Esecutiva;
c) le determinazioni di procedere, anche su proposta della Giunta Esecutiva, agli scambi, agli accordi e alle collaborazioni di cui alle lettere d), k), l), m) dell’art. 2 del presente Statuto;
d) anche su proposta della Giunta Esecutiva, le determinazioni di cui all’ultimo comma dell’art. 3 del presente Statuto;
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e) le proposte all’Assemblea di modifica del presente statuto, di scioglimento dell’Associazione, di trasferimento della sede dell’Associazione;
f) l’acquisto, la sottoscrizione e il trasferimento di azioni, di quote o di partecipazioni in società, comprese le società di nuova costituzione e il trasferimento di diritti di opzione; il conferimento di beni immobili o mobili ad altre società, associazioni o fondazioni, sia in via di costituzione che già costituite; qualsiasi forma di prestito che superi il limite di 50.000 Euro; la costituzione di ipoteche, gravami o altri diritti di garanzia di qualsiasi natura su tutto o su parti rilevanti delle proprietà o del patrimonio dell’Associazione; la stipula di contratti aventi ad oggetto beni immobili, con la sola eccezione di contratti di locazione di immobili stipulati per lo svolgimento dell’attività associativa per periodi non maggiori di cinque anni; il conferimento di incarichi, consulenze, prestazioni superiori ciascuno a 10.000 Euro; gli atti di nomina di competenza dell’Associazione in Consiglio di amministrazione e/o collegi sindacali di società, associazioni, fondazioni, o enti controllati, partecipati, collegati o nei quali l’Associazione abbia comunque il potere/dovere di nomina;
g) le determinazioni su ogni altra proposta o progetto che gli vengano eventualmente sottoposti dalla Giunta Esecutiva.

16.3. Il Consiglio può farsi coadiuvare, ove lo ritenga opportuno, da comitati da esso nominati, anche a carattere permanente, e composti da soggetti interni o esterni all’Associazione, per le attività scientifiche o assistenziali o per le iniziative o manifestazioni volte alla raccolta di fondi.

16.4. Il Consiglio è rieleggibile. Il Direttore del/i Centro/i di riabilitazione gestito/i dall’Associazione e l’Assistente spirituale assistono alle riunioni del Consiglio senza diritto di voto.

16.5. Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario e il Tesoriere dell’Associazione.

16.6. Le cariche di Presidente, di Vice Presidente, di Segretario, Tesoriere, Consigliere e componente la Giunta Esecutiva dell’Associazione sono gratuite e non possono dar luogo ad emolumenti o compensi di sorta salvo il rimborso delle spese sostenute per l’Associazione e riconosciute con delibera del Consiglio. Ciascuna di tali cariche è esercitata per spirito di volontariato, ed è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo o di incarico retribuito svolto all’interno dell’Associazione o per conto di assistiti dell’Associazione o loro familiari per pratiche inerenti alla disabilità.

16.7. L’Associazione provvede ad assicurare, in forma collettiva o individuale, coloro che vengono eletti alle cariche di cui sopra e i volontari che prestano la loro attività in modo non sporadico, contro gli infortuni connessi allo svolgimento della funzione, nonché per la responsabilità civile verso terzi.

Art. 17

17.1. Possono essere eletti membri del Consiglio tutti i soci dell’Associazione in regola con la quota di associazione, con esclusione dei dipendenti, e di chiunque riceva compensi o retribuzioni a qualsiasi titolo dall’Associazione, e fermo restando quanto previsto nel precedente paragrafo 16.6.

17.2. In caso di venir meno di uno o più consiglieri, per dimissioni o per altre cause, subentrano, per tutta la residua durata del mandato triennale, il socio o i soci che seguono nella graduatoria di cui al precedente articolo 15, comma 2°, nel rispetto dell’art. 16.1.

17.3. Il Consigliere che per tre volte consecutive e senza giustificato motivo non interviene alle riunioni del Consiglio è considerato dimissionario.

Art. 18

18.1. Il Consiglio Direttivo viene convocato dal suo Presidente tutte le volte che questi, o chi ne faccia temporaneamente le veci, lo ritenga opportuno, almeno 10 volte l’anno, tendenzialmente con cadenza mensile, con un preavviso di cinque giorni (salvi i casi d’urgenza, nei quali la convocazione può intervenire anche solo 24 ore prima della riunione) e con lettera contenente l’ordine del giorno. Esso deve essere altresì convocato quando almeno un terzo dei consiglieri ne facciano richiesta con l’indicazione degli argomenti da trattare.

18.2. Per la validità delle riunioni del Consiglio occorre l’intervento della maggioranza dei consiglieri. Il Consiglio delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità dei voti prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci.

18.3. Il Consiglio è presieduto dal Presidente o da chi ne fa le veci e, in difetto, dal Segretario o, in ulteriore difetto, da chi sia nominato dalla maggioranza dei Consiglieri.

18.4. Delle riunioni viene redatto verbale a cura del Segretario dell’Associazione.

Art. 19

19.1. Alla Giunta Esecutiva spettano i poteri di gestione operativa ordinaria o straordinaria dell’Associazione, nell’ambito degli indirizzi strategici elaborati dal Consiglio Direttivo, e ferme restando le competenze, tutte inderogabili, di quest’ultimo stabilite dal presente statuto.

19.2. Spetta altresì alla Giunta Esecutiva l’esecuzione dei deliberati del Consiglio Direttivo, l’elaborazione e la sottoposizione al Consiglio delle proposte e dei progetti risultanti dalle lettere a), b), c), d), g) del paragrafo 16.2 del presente statuto, l’adozione, in caso di necessità ed urgenza, dei provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, salva la necessità di ratifica da parte di quest’ultimo nella sua prima riunione utile, da convocarsi a cura del Presidente entro 72 ore dall’adozione del provvedimento in via d’urgenza.

Art. 20

20.1. La Giunta Esecutiva è composta da membri di diritto e da un componente eletto.

20.2. Sono membri di diritto della Giunta Esecutiva il Presidente, il Vice Presidente e il Segretario dell’Associazione. Ne è membro altresì un soggetto eletto dal Consiglio Direttivo tra i soci dell’Associazione appartenenti alla categoria sub (a) del paragrafo 4.3 del presente statuto.
Alle riunioni della Giunta Esecutiva partecipa senza diritto di voto il Tesoriere dell’Associazione.

20.3. Tutti i componenti della Giunta Esecutiva durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

20.4. Valgono per la Giunta Esecutiva e i suoi componenti, in quanto applicabili, le disposizioni previste per il Consiglio Direttivo e per i suoi componenti dagli articoli 17 e 18 del presente statuto.

Art. 21

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione in giudizio e di fronte a terzi e la firma sociale. Il Presidente convoca e presiede le assemblee e le adunanze del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva e ne dirige i lavori.

Art. 22

22.1. Al Segretario spettano i compiti e le funzioni di assistenza al Presidente, nonché ogni altro compito e funzione che gli sarà attribuita dal Consiglio Direttivo o dal presente statuto.

22.2. Il Segretario è responsabile dell’esecuzione delle determinazioni degli organi statutari, e redige i verbali delle adunanze del Consiglio, della Giunta Esecutiva e dell’Assemblea dei soci.

Art. 23

Il Tesoriere dell’Associazione cura la tenuta del registro delle entrate e delle uscite e delle scritture contabili dell’Associazione, lo schedario dei soci, il tesseramento dei medesimi. E’ custode del patrimonio dell’Associazione, ne esige le rendite, le quote, le oblazioni. Esegue i pagamenti, su ordine scritto del Presidente o di chi ne fa le veci.

Art. 24

24.1. Il controllo della gestione amministrativa dell’Associazione è rimesso ad un Collegio dei Revisori dei Conti. Essi vigilano sull’attività contabile dell’Associazione e redigono la relazione annuale sul bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.

24.2. Il Collegio è composto di tre membri, iscritti al Registro dei Revisori contabili, istituito presso il Ministero della Giustizia. Essi sono eletti per 3 anni dall’Assemblea dei soci, il più anziano assume la carica di Presidente.

24.3. I revisori partecipano alle riunioni del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva.

24.4. I criteri di ineleggibilità ed i poteri spettanti al Collegio sono quelli risultanti dalla normativa vigente in materia.

Art. 24-bis

1. Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri, scelti anche fra non soci, che abbiano una specifica competenza o esperienza in ambito giuridico o nella amministrazione e gestione di associazioni ONLUS. Il Collegio elegge al suo interno un Presidente.
2. Il Collegio dei Probiviri può essere adito da ciascun socio, dal Consiglio direttivo, dalla Giunta esecutiva o dai Revisori dei conti per la risoluzione di controversie riguardanti la violazione di norme del presente Statuto o delle altre norme che disciplinano l’attività e l’organizzazione dell’associazione nonché delle delibere adottate dagli organi sociali. Le decisioni sono definitive e vincolano le parti.
3. Il Collegio dei Probiviri decide altresì sui ricorsi presentati contro le espulsioni ai sensi dell’art. 6.2.
4. Tutti gli organi sociali possono rivolgere richiesta di parere al Collegio dei Probiviri in ordine a determinazioni da assumere.
5. Tutti i soci possono rivolgere al Collegio dei Probiviri segnalazioni circa il mancato rispetto di norme del presente Statuto o delle altre norme rilevanti affinché compia una adeguata istruttoria e ne riferisca ai competenti organi sociali.

 

TITOLO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 25

Il patrimonio dell’Associazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, deve essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’Organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 26

Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente statuto potranno essere disposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo e da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.

Art. 27

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno due terzi degli associati aventi diritto al voto. In caso di scioglimento, l’Assemblea nomina uno o più liquidatori determinandone i poteri.

Art. 28

Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme del codice civile e alle altre disposizioni di legge che regolano la materia, in particolare alle disposizioni che disciplinano le O.N.L.U.S. e le associazioni di promozione sociale.

Art. 29

Tutti i rapporti giuridici di cui oggi sia titolare l’Associazione AIAS Pistoia ONLUS proseguono, in piena continuità, in capo all’Associazione pistoiese per la riabilitazione ONLUS.

Art. 30

(omissis)

 

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