APR
Servizio ambulatoriale per i disturbi della comunicazione
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Il servizio ambulatoriale per disturbi dello spettro autistico è strutturato come una rete di interventi integrati e coordinati tra di loro che uniscono le competenze di più professionisti (neuropsichiatria, psicologo, riabilitatori, educatori). Alla base di questi interventi è centrale il lavoro con i genitori per attivare, sia nei contesti terapeutici sia in quello familiare, una relazione basata sulla reciprocità, sull’intenzionalità e su azioni condivise.

L'intervento riabilitativo si articola in una serie di accessi quotidiani e programmati, di durata variabile, in rapporto alla tipologia del paziente. Tali attività – effettuate con prestazioni ambulatoriali individuali ed in piccolo gruppo, domiciliari, extramurali - si propongono di attuare, perfezionare e raggiungere gli obiettivi delineati dall'équipe multidisciplinare in relazione all’età del bambino, ai sintomi, al profilo funzionale.


Intervento riabilitativo per fascia 3-6 anni: la "rete" fra APR, famiglia e scuola. 

La presa in carico abilitativa-riabilitativa prevede una fase iniziale diagnostica e di valutazione del profilo funzionale che evidenzi sia i punti di forza sia le aree più deficitarie, al fine di instaurare un intervento globale, concordato con la famiglia.

Si prevede un trattamento riabilitativo globale effettuato nell’ambito di un lavoro individuale con il terapista. Si prevedono inoltre, per i bambini di 4-5 anni, anche momenti in cui i terapisti lavorano in comune con i bambini a costituire un piccolo gruppo.
L’importanza di favorire un rapporto individuale con il terapista si basa sul presupposto che l’autismo, fin dai primi mesi di vita, è descrivibile come disturbo dell’intersoggettività, espresso innanzitutto dalla riduzione dell’attenzione verso il volto umano e dalla povertà di interazioni faccia a faccia (contatto oculare, imitazione) per un deficit specifico qualitativo e quantitativo nel prestare attenzione agli stimoli sociali. Senza un’attenzione focale al volto e verso le azioni compiute dall’altro anche l’imitazione risulta essere deficitaria, e pertanto in assenza di una adeguata capacità imitativa non possono svilupparsi la ripetizione dell’azione cui segue poi un’altra azione, leggermente modificata, dell’adulto che permette di creare un circolo virtuoso che pone le basi per lo sviluppo dei comportamenti di anticipazione dello scopo dell’azione dell’altro. I bambini piccoli con autismo si mostrano al contrario significativamente più attratti dagli oggetti che dalle persone

I bambini con autismo presentano un deficit di comunicazione sia sul versante ricettivo che espressivo. Pertanto si prevede una valutazione delle abilità comunicative ricettive ed espressive e delle singole funzioni linguistiche al fine di delineare un profilo individuale a partire dal quale si può elaborare un piano di intervento specifico di tipo logopedico. Nel trattamento riabilitativo si prevede inoltre un lavoro sul potenziamento cognitivo e sui pre-requisiti scolastici.

La famiglia si configura come uno spazio privilegiato per il conseguimento degli obiettivi considerati critici in questa particolare fascia di età. La famiglia si pone, in una prima fase, come destinatario dell’intervento (lavorare sul disorientamento dei genitori che si verifica al momento della diagnosi), e in una seconda fase come protagonista attivo nella realizzazione del progetto terapeutico.

Per quanto riguarda la prima fase si prevedono incontri periodici con i genitori (con neuropsichiatra infantile, psicologo) al fine di permettere la gestione delle dinamiche emozionali complesse che investono in questa fase l’intero sistema famiglia. Relativamente alla seconda fase si prevedono incontri con i genitori per concordare insieme il progetto riabilitativo e sedute periodiche in cui i genitori partecipano alle sedute di terapia essendo così loro stessi protagonisti con il bambino, con la mediazione dei terapisti.

APR Onlus ritiene inoltre che possa essere utile trasferire il trattamento riabilitativo anche in ambito domestico, per cui si prevedono visite e interventi domiciliari da parte del terapista che segue il bambino, secondo un calendario variabile in accordo alle esigenze del caso. Nel contesto domiciliare il terapista potrà riportare i suggerimenti e gli accorgimenti messi in atto durante la terapia al centro, e adattarli in base al contesto e alle esigenze familiari.

APR Onlus coinvolge anche gli operatori scolastici sia al fine di individuare obiettivi comuni su cui lavorare sia al fine di ottenere un confronto e una condivisione sulle capacità e sulle caratteristiche del bambino in ambiti diversi. L’ambiente scolastico permette di trasferire, in un contesto di incontro e confronto con i coetanei, il lavoro programmato per l’attenzione congiunta, la capacità di usare simboli, la comunicazione e la modulazione degli stati affettivi. Affinché tale spazio possa avere una valenza terapeutica riteniamo importante che ci sia un coinvolgimento degli insegnati nel progetto tramite incontri periodici con gli operatori del servizio.


Intervento riabilitativo per la fascia di età superiore ai 6 anni

L'intervento è maggiormente commisurato al profilo di ciascun bambino in termini di aspetti temperamentali, grado di compromissione relazionale, livello comunicativo, competenze cognitive, eventuale presenza di problemi di comorbidità. In questa fascia di età,  il carattere del progetto oltre a mantenere finalità abilitative, prevede di promuovere competenze adattive, ovvero l’utilizzazione delle abilità per favorire l’adattamento del soggetto all’ambiente un cui vive. In particolare si lavorerà sempre in accordo con la famiglia e la scuola che diventano i contesti in cui possono essere favorite le esperienze di autonomia.

Il lavoro centrato sul bambino prevede come obiettivi il favorire le competenze comunicative e sociali e la comprensione degli stati emotivi proprie e altrui, il potenziare le capacità di problem-solving e gli apprendimenti scolastici. Ruolo centrale in tale età è quello relativo all’emergenza e potenziamento delle abilità di autonomia.

L'intervento avviene all'interno di attività in piccolo gruppo al fine di favorire i momenti di interazione sociale. Con i ragazzi che presentano buone competenze cognitive il lavoro in piccolo gruppo permetterà anche di offrire occasione di scambio e condivisione di varie tematiche di natura sociale, personale (favorire una migliore identità e comprensione delle proprie peculiarità negli interessi e nei comportamenti relativamente ai coetanei con sviluppo tipico e alle regole sociali) con riferimento anche al tema della sessualità.


Le persone: l'equipe ed i professionisti

L'equipe è coordinata da un neuropsichiatra infantile, con la partecipazione di uno psicologo, un neuropsicomotricista, due logopedisti, un educatore e l'intervento di altri specialisti di volta in volta individuati. 
L'Associazione garantisce la presenza di un assistente socio-sanitario.

 

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