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Comunità alloggio protetta
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La comunità alloggio protetta è chiamata casa-famiglia.
Non è una scelta casuale. Sia gli ambienti (clicca qui), sia la Carta dei servizi mettono in luce come la comunità sia una casa accogliente e sia il luogo della vita autonoma della persona disabile dalla famiglia di origine.

La struttura è pensata, quindi, sia in modo “sostitutivo” alla famiglia, ma anche come “alternativa” alla famiglia d’origine, e, se possibile, come partner privilegiato di questa e della persona disabile stessa nel percorso di autonomia che verrà ritenuto importante perseguire.

La comunità alloggio è perciò una abitazione in cui la gestione degli spazi , dei tempi e l’organizzazione sono riservate e stabilite con le persone e per le persone che ci vivono.

La comunità alloggio autorizzata ad ospitare al suo interno fino a 16 soggetti con  disabilità fisica e con disabilità fisico-intellettiva.

Gli obiettivi  da perseguire sono:

  1. creare un ambiente familiare, in cui le persone si sentano a casa propria, con i ritmi e le regole del vivere insieme, comuni ad ogni struttura familiare, ma soprattutto con quella misura di intimità e di dignità, di calore e di sostegno di cui ogni persona ha diritto;
  2. formulare e perseguire Progetti Individualizzati con lo scopo di recuperare o mantenere le abilità di ogni singola persona, di far crescere l’autonomia personale e diminuire, per quanto possibile ciò che può essere causa di emarginazione;
  3. costruire un collegamento con la realtà esterna in modo da creare rapporti specifici e individuali di amicizia: la presenza di volontari o di altre persone aiuta a creare una dimensione di vita “umana”. Inoltre la comunità ponendosi come comunità aperta e collocandosi in maniera dinamica nel territorio favorisce le relazioni sociali ed è occasione per far crescere sensibilità;
  4. sostenere la famiglia di origine con difficoltà nell’accudimento del familiare con disabilità


All'interno dell'equipe, diretta da un medico specialista neurologo, operano otto unità di personale socio-sanitario, personale infermieristico, un educatore. Fondamentale è l'apporto e la supervisione dei medici di base degli utenti..

 

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